“Il nuovo padiglione garantisce una solida casa alla community del gioiello”

Presidente di Italian Exhibition Group

Uno spazio funzionale che dà una nuova visione al quartiere. È così che Maurizio Ermeti, Presidente di Italian Exhibition Group descrive la Hall 2, il padiglione che da settembre ridisegnerà la geografia del quartiere fieristico di Vicenza rendendo tangibile l’interpretazione di temi cari a IEG come le connessioni, la sostenibilità e il dialogo con il territorio. Due livelli da nove metri d’altezza ciascuno, un’area con tecnologie e servizi, un ristorante e tre bar aggiuntivi rispetto a quelli già presenti nel quartiere fieristico vicentino che, con il nuovo padiglione, arriverà a misurare complessivamente 80mila metri quadrati. E poi una nuova logica di visitazione perché la Hall 2 diventa il crocevia del quartiere fieristico IEG di Vicenza.

Cosa rappresenta per voi il raggiungimento, nei termini previsti, di questo traguardo?
“Un grandissimo impegno da parte di tutti, oltre a questo, coincidendo con il decimo anno della fusione tra la fiera di Vicenza e quella di Rimini, quindi con la nascita di IEG, ha un significato ancor più profondo che parla di posizionamento e di reputazione del brand. Questo progetto è un po’ un dono che ci siamo concessi, perché Vicenza possa avere un quartiere fieristico sempre più all'altezza delle manifestazioni che ospita, in particolare delle più caratterizzanti come Vicenzaoro”.

Perché parlate di “cuore nuovo”?
“Perché è esattamente questo. Il vecchio padiglione era diventato il punto meno rappresentativo del quartiere, pur essendo al centro: era giusto dargli una connotazione moderna e, insieme, una disposizione logistica completamente nuova che valorizzasse gli espositori, aprendo a nuove opportunità e a nuove connessioni e, contemporaneamente, valorizzasse visitazione dei buyer. La Hall 2 sarà il crocevia di tutta il quartiere perché garantirà il passaggio verso gli altri padiglioni. Oggi il quartiere, dal punto di vista tecnico e strutturale, è una perfetta casa per l’industria orafa e gioielliera internazionale”.

Un investimento anche a favore del presidio del settore e della valorizzazione di Vicenza come città dell’oro?
“Esatto. La nuova Hall rappresenta un investimento strategico che rafforza la leadership di Vicenzaoro come punto di riferimento internazionale per il settore della gioielleria. Significa consolidare il ruolo di Vicenza, territorio d’eccellenza e storico distretto produttivo, valorizzandone il patrimonio di competenze, creatività e manifattura che da sempre la rendono la casa del gioiello. Il nostro obiettivo è offrire alla filiera un luogo sempre più innovativo e competitivo, capace di accompagnarne l’evoluzione e di creare nuove opportunità di crescita per le imprese, affinché questo patrimonio continui a svilupparsi e a generare valore per il territorio, le nuove generazioni e per l’intero comparto”.

Le altezze di nove metri sono una grande opportunità anche per il settore…
“Nove metri di altezza non sono indispensabili per gli espositori che rappresentato il prodotto finito ma lo diventano per i macchinari, per l’innovazione e, inoltre, nel progetto di crescita che perseguiamo per Vicenza, altre manifestazioni legate alla tecnologia e ad altri settori industriali beneficeranno di queste dimensioni ambiziose. Posso dire che con questo investimento ci siamo preparati a rispondere anche a quella domanda”.

Oggi il quartiere, dal punto di vista tecnico e strutturale, è una perfetta casa per l’industria orafa e gioielliera internazionale

E il capitolo sostenibilità?
“Il nuovo padiglione aggiunge un megawatt di potenza fotovoltaica a quella esistente e questo ci porta alla totale autosufficienza energetica dell’intero quartiere per i 365 giorni all’anno. Un’eccezione va fatta per il picco dell’evento Vicenzaoro ma la parte di energia utilizzata, non autoprodotta, è davvero esigua. Questo traguardo, considerati i tempi, è un elemento molto importante”.

Un cantiere complesso che, però, non ha mai impattato negativamente sullo svolgimento delle edizioni di Vicenzaoro…
“Siamo riusciti, in appena due anni - l’equivalente di quattro edizioni di Vicenzaoro - a rispettare i tempi di realizzazione di un’opera complessa e di grandi dimensioni, costruita nel cuore del quartiere fieristico. Un risultato di cui siamo particolarmente orgogliosi perché, pur con un cantiere di questa portata in piena attività, siamo riusciti a garantire a buyer, aziende e visitatori un’esperienza all’altezza degli standard di eccellenza che contraddistinguono Vicenzaoro, assicurando la piena continuità della manifestazione e della sua capacità di attrarre operatori da tutto il mondo”.


C’è ora una tappa a cui si guarda con trepidazione: la fermata del treno AV. Che vantaggi porterà?
“La aspettiamo con trepidazione: non solo faciliterà il raggiungimento del quartiere, ma collegherà le persone con un mezzo molto più sostenibile”.

Maurizio Ermeti